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I 5 Segreti per prepararsi alla registrazione

0. Introduzione

La registrazione è una fase fondamentale nella creazione di un brano, infatti, essa rappresenta la concretizzazione di un progetto costato tempo e fatica. È fondamentale prepararsi per affrontarla al meglio e adottare una serie di accorgimenti volti a ottenere la miglior prestazione e rendere il massimo delle proprie potenzialità. Affrontarla può essere molto difficile, soprattutto per coloro che si approcciano a questo mondo per la prima volta. Cantare o suonare in studio, infatti, è molto diverso da esibirsi sul palco o in sala prove e spesso l’entusiasmo e l’emozione possono prendere il sopravvento e incidere negativamente sulla registrazione del brano. È nostro obiettivo dare qualche piccolo consiglio su come affrontare una sessione di registrazione per valorizzare al meglio il tuo brano e la tua performance.

 

1. Arrivate in studio preparati

 

Il primo consiglio, il più importante, è quello di non perdere di vista gli obiettivi fondamentali che ti sei prefissato, Il tempo costa, ed è bene non sprecarlo in lavori che si sarebbero potuti svolgere prima, con maggior calma e tranquillità. Avere in testa l’obiettivo finale, l’emozione da creare e il messaggio da trasmettere rappresenta la maggior parte del lavoro. I brani devono essere studiati a dovere, a memoria, e bisogna conoscere ogni singola parte dell’arrangiamento che si dovrà registrare. Particolare attenzione deve essere dedicata al ritmo, alla qualità espressiva, alla pulizia del suono. Il tempo dedicato allo studio deve essere totalmente sfruttato per ciò che concerne la registrazione e il suo migliore rendimento, non deve mai essere utilizzato come banco di prova. La potenzialità e la dinamica del pezzo deve essere chiara per tutti i musicisti, infatti, quando si passerà alla fase di registrazione ognuno registrerà per sé, isolato, ma dovrà ugualmente cercare di ricreare quell’effetto corale e quel enfasi che si viene a formare solo quando la band o i musicisti suonano tutti insieme. Esiste anche la possibilità di eseguire una registrazione “live”, cioè, una registrazione in cui i musicisti suonano e registrano tutti insieme contemporaneamente, replicando una tipica situazione da concerto o da sala prova. Questo però è possibile solo se la preparazione della band è adeguata ma, ovviamente, dipende anche e soprattutto dal brano e dal suo genere, alcuni ne possono beneficiare altri no. Nell’eventualità in periodo di prove è comunque bene che la band si prepari a questa doppia prospettiva.

 

Le prove sono fondamentali soprattutto per chi canterà: attenzione agli aspetti tecnici, all’enfasi, ai fraseggi, alla retorica, sono tutti aspetti fondamentali che vanno provati e definiti prima di passare alla fase di registrazione così da renderla continua e pulita. È importante lavorare anche sulla sezione ritmica così da fissare eventuali dubbi o problemi. Se si possiede l’attrezzatura per ottenere una registrazione amatoriale in casa, anche di bassa qualità, la miglior cosa in assoluto da fare prima di presentarsi in uno studio professionale è quella di registrare una bozza di quella che sarà poi la canzone definitiva: in questo modo è possibile aver un idea più chiara del risultato finale e della struttura del brano.

Questo metodo è utilissimo anche in caso di composizione, avere a disposizione il brano registrato in casa permette di ascoltarlo più volte e questo spesso stimola la fantasia e la creatività per eventuali aggiunte o miglioramenti di esso, in alternativa prendi foglio e penna e cerca di stendere la struttura della canzone per avere un punto di riferimento su cui basarti anche in studio, dove annoterai tutto quello che può essere utile ricordare. Scaldare la propria voce provando più volte il brano prima entrare in studio e registrare, ad esempio, è solo uno dei modi per prepararsi adeguatamente ad una sessione, evitando inutili sprechi di tempo.

 

Lo stesso vale per gli strumenti, essi, oltre che essere di buona qualità, devono essere curati a dovere: questo è l’unico punto di partenza per ottenere buoni risultati in studio. Infine, cercate sempre di evitare di perdervi in aggiunte dell’ultimo momento o piccoli particolari in fase di registrazione in studio perchè, ammenochè non abbiate a disposizione un tempo illimitato, questo porterà a sottovalutare o a non prendere in considerazione elementi molto più importanti del brano come le precisione delle ritmiche, l’impatto sonoro e il suono finale. Alcuni di questi elementi possono fare la differenza tra un brano che “suona bene” e uno che “suona male”, sono realmente queste le cose che dovrebbero occupare il nostro tempo a disposizione.

 

2. L’emozione prima di tutto

Crea un contesto e un emozione in modo che il brano risulti omogeneo e sentito e non solo tecnicamente perfetto, a volte un errore tecnico è giustificato a fronte di un intenzione emotiva. L’interpretazione gioca un ruolo fondamentale e calarsi nella stessa emozione che vuole trasmettere il brano è importantissimo per rendere al meglio la propria performance. Esercitati a casa e non accontentarti in studio finché non raggiungi la piena soddisfazione dei tuoi risultati, un brano inciso a livello professionale avrà probabilmente un futuro mercato nel mondo musicale ed è importante per la carriera dell’artista che egli sia coerente e pienamente soddisfatto di esso. É importantissimo anche creare anche della dinamica all’interno del brano, cioè, una differenza di enfasi e intenzione tra, ad esempio, la prima e la seconda parte del brano oppure tra la strofa e il ritornello: questo per coinvolgere ancor di più l’ascoltatore. L’emozione, nella musica, si trasmette principalmente attraverso due elementi: la musica e il testo. Il testo ti da la possibilità di comunicare direttamente con l’ascoltatore in quanto, parlando la stessa lingua, esso capirà automaticamente il significato delle tue parole e del contesto che vuoi creare, quello che fa la differenza tra un testo scritto bene e uno scritto male non è sempre il messaggio, che in molti casi può risultare anche banale o comunque tradizionale, ma è il modo in cui esso viene trasmesso: la retorica, cioè, l’arte dello scrivere bene gioca il ruolo fondamentale nella scrittura di un brano e deve riuscire ad amalgamarsi perfettamente con la base musicale mantenendo comunque coerenza con il messaggio. La musica, invece, non è un linguaggio traducibile allo stesso modo del testo, ma è un linguaggio universale e soggettivo allo stesso tempo, infatti, lo stesso suono può suscitare emozioni diverse in diverse persone. A volte uno dei due elementi prevale sull’altro e il secondo funge solo da “accompagnamento” avendo di fatto minor importanza, spesso però essi lavorano insieme e uno sorregge l’altro creando un unica emozione coerente tra testo e musica. Adottare questi accorgimenti da senso e valore al brano e fa la differenza tra un brano “professionale” e uno amatoriale.

3.  Valorizza il tuo suono

 

Sia che si tratti di un cantante o di un musicista è importante concentrarsi affinché il suono alla sorgente sia il più qualitativo possibile, l’editing, il mixing e il mastering non potranno migliorarlo qualitativamente ma potranno solo modificarlo e farlo suonare psico – acusticamente meglio. Dormire a sufficienza, evitare di fumare e di urlare sono consigli basilari per una buona qualità vocale, è importantissimo anche curare dizione e intonazione di ogni brano che va studiato in ogni sua minima parte. Se invece chi registra è un musicista, altrettanto importante è la cura dedicata allo strumento che si misura in una serie di azioni come: la qualità di esso, l’accordatura, la manutenzione e la taratura di eventuali effetti. Nell’eventualità in cui si voglia registrare utilizzando la propria strumentazione o effettistica, ogni elemento della catena (amplificatore, chitarra, pedali ecc…) deve essere collegato e tarato a regola d’arte. È importante limitare l’uso di essi dove strettamente necessario o dove si è assolutamente sicuri del suono finale da ottenere, infatti, è sempre possibile registrare una traccia con segnale pulito per procedere in fase di post produzione all’elaborazione digitale per emulare amplificatori ed effetti. Per ottenere questo però è importante che le parti siano state studiate anche con un suono asciutto e che permetta di sentire eventuali imprecisioni. Ogni singolo strumento presenta della proprie caratteristiche e accorgimenti che, se adottati, possono fare la differenza in fase di registrazione sull’ impatto sonoro finale del brano. Ad esempio, nella batteria, è importantissimo ricordare che lo strumento deve essere accordato in base alle proprie esigenze e alla tonalità del brano, altrimenti la registrazione risulterà poco incisiva e confusa. Le parti vanno studiate a regola d’arte, ponendo particolare attenzione al tocco, alla precisione e alla dinamica dei colpi. Ogni passaggio va provato più volte fino a quando si è certi di poter eseguire interamente il brano senza bloccarsi in passaggi particolarmente complicati. È importantissimo anche che il batterista sappia suonare a tempo sotto una base, sotto il metronomo o sotto uno strumento guida. Per il basso invece, oltre che una buona qualità e un ottima manutenzione dello strumento, è fondamentale studiare le parti del brano in relazione al batterista, senza altri strumenti, curando le singole note, le dinamiche e i singoli passaggi in modo da renderla omogenea e amalgamata. La chitarra è lo strumento solista per eccellenza e in quanto tale va rivolta particolare attenzione all’esecuzione di arpeggi puliti e delle parti ritmiche, spesso capita che queste parti debbano essere doppiate, per questo è importante la massima precisione nell’esecuzione. Al contrario degli altri strumento la voce non si può regolare e accordare, ma in compenso esistono tantissimi altri accorgimenti da adottare per ottenere le sue massime potenzialità e questi si adottano nella vita quotidiana mantenendo uno stile di vita sano, quantomeno in prossimità della registrazione. Ricordati, infine, che lo strumento o il suono che stai registrando dovrà inserirsi all’interno di un contesto in cui ogni cosa è al suo posto. E’ molto importante che il suono sia bello e suoni bene insieme agli altri, mai da solo. l’ascoltatore sentirà sempre il brano intero e non potrà mai ascoltare i suoni separatamente.

 

4. Scegli il tuo budget

 

Scegliere uno studio di registrazione che sappia offrire una buona qualità ad un prezzo ragionevole è l’obiettivo di ogni musicista/cantante, questo non è sempre facile. Di norma uno studio di registrazione è abbastanza costoso, questo a causa della preziosa e delicata attrezzatura e dall’esperienza e professionalità dei tecnici/produttori che lavorano al suo interno. Definisci il budget che hai a disposizione e informati con più studi, scegli quello più adatto a te per esigenze, prezzo e qualità: non sottovalutare anche l’ambiente e l’approccio con le persone con le quali dovrai lavorare, una atmosfera tranquilla e rilassata stimola la creatività e influirà positivamente sulla realizzazione del tuo brano. Ricordati, a meno che tu non lo faccia per pura passione, che quello che stai facendo è un investimento in quello che diventerà la tua merce da promuovere, distribuire e vendere in un eventuale mercato musicale. Non cercare a tutti i costi di risparmiare o spendere il meno possibile, questo porterà sicuramente a una minore qualità del brano, starà a te poi scegliere il giusto equilibrio tra qualità e prezzo, in base alle tue disponibilità. Inoltre, non sprecare il tempo che hai a disposizione in studio e cercare di minimizzare e ottimizzare i tempi, questo è il miglior modo per risparmiare e concentrarsi sul lavoro, ricordandosi sempre però che le pause durante le fasi di registrazione e post produzione sono fondamentali e, se saltate, possono peggiorare il risultato finale del brano finendo paradossalmente per far perdere poi più tempo in caso di ri-registrazione. Se il tuo budget è limitato cerca di concentrarlo per la produzione di meno brani piuttosto che spalmarlo in un numero maggiore di canzoni, perdendo di fatto la qualità generale del lavoro. Cerca dei finanziatori o degli sponsor ma non sottovalutare la qualità artistica e tecnica dei tuoi progetti perchè è grazie ad essi se un giorno potrai diventare qualcuno nel mondo della musica. Il mondo dello studio di registrazione è completamente diverso dall’ambiente che si viene a creare con uno studio di registrazione casalingo e amatoriale o in una sala prove, le possibilità sono enormemente più ampie e le due cose non vanno assolutamente confuse, infatti, prima di presentarti in uno studio assicurati che tu abbia le carte in regola e la disponibilità artistica ed economica a farlo, questo è un ambiente professionale che richiede anzitutto un certo tipo di rispetto verso tutto ciò che riguarda la musica e lo studio in se, ma che allo stesso tempo può aprirti infine strade sconosciute al mondo amatoriale.

 

 

5. Oltre alla registrazione

 

Una volta terminata la fase di registrazione di un brano sei solo al 50% della sua realizzazione, infatti, dopo di essa, entra in gioco la fase di post produzione: essa può e deve migliorare e enfatizzare il risultato finale e tutto il lavoro svolto fino a quel momento ma, in alcuni casi, può anche peggiorarlo, rendendo di fatto inutile tutta la fatica e tutti gli accorgimenti presi in fase di composizione e registrazione. Anche durante le fasi di missaggio è importante avere le idee chiare sul risultato che si vuole ottenere. E’ importante conoscere i limiti e le possibilità derivate dalla post produzione per non aspettarsi che essa risolva tutti i problemi avvenuti in fase di registrazione, se non possiedi le conoscenze necessarie chiedi anticipatamente al fonico per non trovarti poi in spiacevoli conseguenze. Comunicare anticipatamente al fonico l’intenzione sonora e/o un esempio da imitare potrà essergli molto utile, esso, potrà infatti preventivamente dirti cosa è possibile realizzare in studio così che tutti sappiano cosa aspettarsi nel giorno della sessione di registrazione. Durante le sessioni, il tecnico o il produttore (a volte coincidono) potrebbe condividere le tue idee su come dovrebbero suonare alcuni strumenti. Potrebbe, ad esempio, consigliarti un certo effetto, oppure, potrebbe avere dei suggerimenti sulla struttura del brano. È la tua registrazione, ma il produttore è un professionista, perciò cerca almeno di “considerare” il suo consiglio. Non c’è ragione di sentirti offeso se un produttore vuole provare qualcosa di leggermente diverso da quello che ti aspettavi, ma spesso scoprirai che quello che ti ha suggerito è meglio di quello che avevi in mente. Il missaggio è forse la parte più importante della post produzione, esso, infatti, non è assolutamente come troppo spesso si pensa un elemento puramente tecnico ma al contrario, al di là alcune convenzioni e regole generali, si tratta di un vero e proprio lavoro artistico che si basa sulla soggettività e sul risultato finale del brano. Un volume o un effetto piuttosto che un altro possono cambiare totalmente il suono e, di conseguenza, cambiare l’emozione che esso produce. E’ fondamentale che il missaggio sia coerente con il genere e l’intenzione del brano, per questo è consigliato che vengano fornite queste informazioni anticipatamente al fonico per evitare incomprensioni che possono potenzialmente rovinare o stravolgere il lavoro. Una volta terminata la registrazione, avrai probabilmente tra le mani una versione non masterizzata del tuo brano. A questo punto, la registrazione passa tipicamente nelle mani del tecnico che si occupa della creazione del master, che eseguirà una serie di precise regolazioni per garantire che il brano abbia il suono migliore possibile e che abbia un volume comparabile a quelle presenti sul mercato, con un’operazione chiamata “mastering”. Questo passaggio è particolarmente importante se vuoi far suonare le tue canzoni alla radio, o comunque, se ti interessa ottenere un risultato il più professionale possibile. il mastering dovrebbe essere realizzato in un apposito studio dedicato, con tecnici appositamente formati e attrezzature apposite, ma spesso viene eseguito anche nei tipici studi di registrazione che riescono a ottenere comunque un buon risultato finale anche se non comparabile con quello dedicato.