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Psicoacustica – Cosa devi sapere prima di iniziare a registrare

Le macchine non sostituiranno mai l’uomo al 100%, infatti Il fattore umano, costituito da emozioni e percezioni  non è rimpiazzabile in quanto l’utente finale a cui è dedicato il lavoro sarà sempre e comunque una persona fisica e non una macchina. Anche nella musica è così, anzi, più di ogni altra cosa bisogna partire dal presupposto che la musica è anzi tutto emozione. Essa, infatti, non è altro che un mezzo  in cui è possibile trasportare un messaggio, una sensazione, un emozione. Più è coerente l’alchimia che la compone e lega il testo e la musica più l’emozione risulterà incisiva e facile da interiorizzare per l’ascoltatore. Ogni persona infatti, in base a diversi fattori come: la propria sensibilità, la propria esperienza, lo stato dell’orecchio e tanti altri percepisce a modo proprio un brano.

Non a caso la musica, sfruttando questo fenomeno, è sempre stata utilizzata anche a scopi politici/propagandistici essendo essa in grado non solo di emozionare ma di instaurare una vera e propria ideologia nell’ascoltatore. Quindi, che senso ha adottare tutti quegli accorgimenti tecnici se poi ognuno ha un ascolto diverso?

Il senso è quello di dare dei parametri comuni su cui lavorare, ovviamente non è possibile considerare i fattori che influenzano la percezione di ogni essere umano, per questo esistono degli standard da rispettare.

Ricapitolando, quindi, un fenomeno fisico e oggettivo come quello del suono e della sua propagazione viene completamente alterato all’ascolto delle nostre orecchie e diventa così un fenomeno soggettivo frutto della percezione del nostro corpo e delle nostre orecchie.

Perché è importante sapere questo?

Perché questo fenomeno si può tradurre in un insieme di problemi che, se conosciuti e analizzati attentamente, è possibile evitare e ancor meglio è possibile sfruttarli a proprio vantaggio! Ad esempio, per una questione di psicoacustica, noi apprezziamo di più ciò che è più forte, cioè, a parità di qualità apprezzeremo sempre di più il brano che suona ad un volume più alto rispetto all’altro. Non a caso da anni si combatte la “guerra del loudness”, questa guerra altro non è che saper sfruttare a proprio vantaggio questo fenomeno cercando di far risultare il volume finale della traccia sempre più alto rispetto a quelli presenti nel mercato musicale attraverso un operazione chiamata mastering, andando però di conseguenza a diminuire la dinamica del suono.

Proprio per l’esempio precedente la psicoacustica può incidere negativamente nella fase di mixing.

Come? La stessa canzone ascoltata a diverse pressioni sonore (volume) crea nell’ascoltatore sensazioni differenti, variando di fatto anche l’emozioni che essa produce; sta nel fonico quindi, in base anche al genere del brano, trovare un giusto compromesso tra la componente fisica e quella psicofisica.

 

Ti è mai capitato che una canzone che all’inizio non ti piaceva è diventata poi bellissima? Ecco, questo è un altro tipico esempio di come la psicoacustica incide nella nostra percezione. Cioè, più volte ascoltiamo un brano più il nostro cervello si sforzerà di farcela piacere e piano piano diventerà per noi bella.

Conoscendo bene questo fenomeno sono diverse le piattaforme che lo sfruttano a suo vantaggio (radio, web, tv, ecc…) mandando quasi in loop determinati brani scelti a tavolino. Guarda caso proprio per questione di psicoacustica non è, come sembra, il pubblico e la gente che sceglie la hit del momento ma piuttosto sono i media che, avendo la possibilità di mandare in continuazione un pezzo, la fanno diventare tale.

Oltre quelli elencati precedentemente sono tanti altri i problemi legati alla psicoacustica ed è importante conoscerli tutti per non rischiare di cadere in qualche stupida trappola o per evitare di fare errori che potrebbero compromettere la riuscita del tuo brano o dei tuoi clienti.

Per questo noi del Nemesi Recording Studio abbiamo deciso di introdurre un corso, che si svolgerà il 4 e il 5 gennaio, per parlare approfonditamente di questo argomento e di tanti altri.

Sarà un corso dedicato soprattutto ma non esclusivamente a chi ha deciso di iniziare a registrare e a produrre autonomamente e si trova alle prime armi. L’obiettivo del corso è quello di fornire una serie di nozioni e conoscenze base che ti permetteranno di muovere i primi passi in questo meraviglioso mondo che è quello dell’audio in totale autonomia! Sapremo anche consigliarti, in base alle tue esigenze, la miglior attrezzatura da acquistare per i tuoi progetti.

Quindi, cosa aspetti? I posti disponibili sono pochissimi apposta per permettere il miglior apprendimento da parte di ciascun studente. Contattaci e visita la nostra pagina Facebook per maggiori informazioni, per conoscere il programma intero delle lezione e per prenotare il tuo posto!

Affrettati, non vorremmo doverti dire no…